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20 Gennaio 2004
Mutilazioni dei genitali femminili: conoscerle, prevenirle, curare chi le ha subite.
Il lavoro dell’AIDOS dal 1985 a oggi

AIDOS è un’organizzazione non governativa (Ong) riconosciuta idonea dal ministero degli Affari esteri italiano e dall’Unione europea per operare nei paesi in via di sviluppo, con status consultivo presso l’Ecosoc, il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

L’obiettivo di dare più forza alle donne e soprattutto alle loro organizzazioni è e rimane alla base di tutte le iniziative realizzate dall’Aidos con associazioni di donne dei paesi in via di sviluppo. Aidos privilegia interventi in quei settori in cui può essere più significativo il contributo dato dall’elaborazione e dall’esperienza delle donne italiane: salute riproduttiva, creazione di imprese, rafforzamento istituzionale, comunicazione e informazione per le donne. In Italia l’Aidos è impegnata in campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, delle donne, delle Ong di sviluppo e di tutte le forze politiche e sociali sulla condizione femminile nei paesi in via di sviluppo e sulla solidarietà tra donne.

L'AIDOS da molti anni collabora con organizzazioni locali africane nella conduzione di campagne contro le mutilazioni dei genitali femminili. Ha realizzato un progetto di formazione/informazione in Somalia dal 1986 fino allo scoppio della guerra civile fino al 1990, dando supporto tecnico e organizzativo all'Organizzazione democratica delle donne somale con un finanziamento del governo italiano.

Ha in seguito ottenuto un contributo dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa) per condurre un programma di formazione in altri quattro paesi africani - Etiopia, Sudan, Nigeria e Gambia - in collaborazione con l'Inter-African Committee on Traditional Practices Affecting the Health of Women and Children (Comitato inter-africano contro le pratiche tradizionali dannose per la salute delle donne e di bambine/i). Un progetto analogo è in corso in quattro paesi dell'Africa francofona: Burkina Faso, Mali, Benin, Guinea.

Il ruolo dell'AIDOS è di formare équipe nazionali in grado di realizzare campagne di informazione che evidenzino gli effetti negativi, fisici e psichici delle mutilazioni, incoraggiando altre forme di ritualità per celebrare il passaggio delle bambine all'età adulta. In una prima fase le campagne sono dirette a quattro gruppi sociali specifici che si ritiene possano diffondere nella comunità le informazioni ricevute provocando così un effetto di moltiplicazione: donne che ricoprono posizioni influenti o che fanno parte di organizzazioni femminili; studenti delle scuole secondarie e gruppi giovanili, sia maschili che femminili; personale medico e paramedico, levatrici tradizionali; insegnanti, leader politici, comunitari e religiosi. Oggi il lavoro vede il coinvolgimento di un gran numero di attori, e punta alla formazione delle organizzazioni locali affinché si moltiplichino gli interventi sul terreno. La ricerca sull’evoluzione della pratica è parte integrante del lavoro dell’Aidos, in modo da aggiornare continuamente gli strumenti di intervento.

Dalla metà degli anni novanta AIDOS lavora inoltre alla prevenzione della pratica delle mutilazioni dei genitali femminili in Italia. Elemento principale di queste campagne è l'informazione: sia nei confronti delle comunità di immigrati, che verso gli operatori sanitari e sociali, oltre che sui media di massa, con l’obiettivo di informare correttamente e ampiamente sulla pratica e contrastare pregiudizi che possono facilmente portare a derive razziste. E in questo ambito che si iscrive la campagna stampa e video che ha visto nel ruolo di testimonial per l’Aidos la modella somala Waris Dirie, autrice di un celebre libro-confessione in cui racconta l’infibulazione subita da bambina. In Italia è stata inoltre realizzata una ricerca tra donne somale e nigeriane, per analizzare il mutamento della percezione delle mutilazioni dei genitali nel percorso di emigrazione e integrazione in Italia.

AIDOS ha pubblicato molti materiali sul tema delle MGF e ha prodotto vari video in italiano, inglese, somalo e amarico.

Attualmente ha avviato il progetto STOP FGM!, cofinanziato dalla Commissione Europea e per il quale è in corso una campagna di raccolta fondi diretta, che prevede la realizzazione di un portale web per le organizzazioni che lavorano nel settore (www.stopfg.org) e di un database disponibile in Internet, nel quale siano documentate, oltre alle organizzazioni, anche le metodologie di intervento, i materiali prodotti, gli strumenti legislativi disponibili sia a livello nazionale che internazionale. Il progetto prevede inoltre il lancio di un Appello/manifesto rivolto alla comunità internazionale, la realizzazione di una campagna mediatica modello in Tanzania – un’esperienza pilota da cui trarre una nuova metodologia di intervento con i media moderni adattabile anche ad altri paesi - e infine la realizzazione di una conferenza di esperti/e sull’uso della legge per prevenire le mutilazioni dei genitali femminili in Africa.

AIDOS è inoltre membro fondatore della Rete europea di organizzazioni contro le mutilazioni dei genitali femminili, che raggruppa una ventina di organizzazioni in 12 paesi europei, con una larga presenza di associazioni di donne migranti di origine africana, e che ha l’obiettivo di prevenire e contrastare la pratica in Europa.



versione per la stampa
 
     
CAMPAGNA PER I DIRITTI UMANI IN COLLABORAZIONE CON L'AIDOS
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