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23 Novembre 2006
Walter Tocci: "Mi sono dimesso"
Ho rassegnato le dimissioni da responsabile DS per ricerca e università. Chi ha letto i comunicati precedenti avrà compreso le mie riserve su tante cose che va facendo il governo e anche su quelle che non va facendo. Gli obiettivi del nostro programma elettorale erano ben diversi. Con tanti di voi, sia in pubbliche riunioni sia negli scambi di messaggi, mi ero impegnato, a nome del mio partito, a realizzarli. Non posso non prendere atto dello scarto tra le parole e i fatti. Le mie dimissioni sono un elementare strumento di chiarezza, senza il quale non sarei neppure in grado di continuare a rivolgermi a coloro che hanno creduto alle mie dichiarazioni.
In queste settimane ho lavorato intensamente alla Camera per portare correzioni profonde alla finanziaria, ma il risultato è insoddisfacente. Rimango però fiducioso, come vi ho scritto ieri, che al Senato si potranno determinare ulteriori miglioramenti, forse l’eliminazione completa dei tagli e magari anche risorse aggiuntive da distribuire secondo i risultati della valutazione.
Se così fosse torneremmo al punto di partenza e quindi dovremmo poi deciderci a svolgere in positivo il nostro programma. I nostri propositi erano e devono rimanere ambiziosi. In pochi anni enti e università dovrebbero diventare le migliori istituzioni del paese e collocarsi nei punti alti del confronto internazionale. E’ una delle poche carte che l’Italia può giocare per la crescita civile ed economica. Essa comporta però un grande coraggio riformatore. Non è il tempo dei pannicelli caldi. E’ necessaria una trasformazione profonda delle regole, delle strutture e della mentalità consolidata negli enti e nelle università. Avevamo individuato nella valutazione la leva capace di spezzare l’alleanza perversa tra i vizi e le virtù della nostra accademia, in modo da liberare le migliori energie che oggi sono ingabbiate e favorire un ricambio generazionale basato sul merito. Si tratta di un nuovo approccio che non può convivere con la vecchia logica burocratica ed implica dunque non tanto l’approvazione di nuove leggi quanto la cancellazione di quelle inutili. Se non vuole rimanere un vezzo retorico il primato della valutazione deve comportare una rivoluzione copernicana nel governo del sistema: si tratta di eliminare l’apparato di controllo normativo e passare alla verifica dei risultati. Solo per questa via la sacrosanta Autonomia potrà finalmente conciliarsi con la sorella smarrita che si chiama Responsabilità.
Continuerò a impegnarmi per questa prospettiva come deputato e come militante del mio partito. E soprattutto, se lo vorrete, continuerò il dialogo con tutti voi, informandovi sull’attività parlamentare ed ascoltando le vostre osservazioni e proposte che mi hanno aiutato in questi anni a capire tante cose del nostro mondo.
La mia non è affatto una scelta di rinuncia e anzi chiedo a tutti coloro che sono impegnati a vario titolo per la politica della conoscenza di continuare a farlo perché il governo ha tanto bisogno di essere aiutato a realizzare ciò che è nelle sue intenzioni.
Ho fiducia nel centrosinistra, nel mio partito e nelle persone che lo dirigono, innanzitutto nel nostro segretario Piero Fassino, che è forse uno dei leader politici del paese più attento alla priorità della ricerca, e poi nella nostra squadra di governo che ha le competenze e il mandato per fare una buona politica della conoscenza. Continuerò a collaborare con il dipartimento Sapere diretto da Andrea Ranieri, con il quale ho lavorato in piena sintonia in questi anni.
Nonostante il valore dei singoli non siamo ancora riusciti dirigerci verso la strada che noi stessi avevamo tracciato. Perché accada questo paradosso è complesso da capire a ancor più da spiegare. C’è qualcosa che non funziona nella politica del centrosinistra, che rende difficile il dispiegamento di una proposta chiara al paese, come ci ha ricordato il presidente Ciampi. E’ aperto un dibattito, proprio in queste settimane, sui modi migliori per superare tale difficoltà Ma di questo problema più generale avremo modo di parlare in altre occasioni.
Intanto, vi saluto e vi ringrazio per l’attenzione che avete prestato al mio lavoro.
Walter Tocci tocci_w@camera.it
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