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15 Novembre 2006
Fioroni: no alla Coca-Cola sponsor
Corriere della Sera
Cancellato il logo dell'Istruzione dalla «Fuoriclasse Cup». Il ministro: troppe convenzioni
ROMA — «Io la Coca-Cola me la porto a scuola», cantava Vasco Rossi. Il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, invece la vorrebbe fuori dalle aule. Almeno nella veste di grande company che sponsorizza iniziative destinate agli studenti. «Troppe convenzioni, la scuola non è un franchising, occorre rivedere tutto», ha dichiarato il ministro al Corriere. L'offensiva contro l'invadenza di interessi economici è partita 15 giorni fa. Fioroni, che non ha mai fatto mistero della sua avversione per la scuola-azienda, ha stoppato le procedure che avrebbero portato al rinnovo automatico degli accordi tra viale Trastevere e gli sponsor, istituzionali o meno. Le intese, d'ora in avanti, dovranno passare tutte sul suo tavolo. Sono sotto esame un bel po' di accordi, da quello molto importante con Telethon a quello con la Fise, la federazione sport equestri, dall'accattivante titolo «amico pony», per non parlare delle iniziative con l'Aci sull'educazione stradale. Va da sé che molte di queste iniziative andranno avanti. Contro la sponsorizzazione della Coca-Cola, invece, il ministero sembra aver fatto la sua prima mossa. Dopo la direttiva di Fioroni, infatti, il logo dell'Istruzione Pubblica è stato prontamente cancellato dal sito ufficiale di «Fuoriclasse Cup», il programma didattico- sportivo per sensibilizzare gli studenti sull'importanza di uno stile di vita attivo, sponsorizzato dalla Coca-Cola. E la scomparsa non è sfuggita alla Reboc (Rete Boicottaggio Coca-Cola), l'associazione no global che da anni organizza manifestazione dove istituzioni, enti locali e cittadini sono invitati a mettere al bando i prodotti dalla company americana. La Reboc ha appena avviato una campagna di protesta dal titolo «Contro l'obesità infantile, fuori Coca-Cola dalla Scuola», in vista della V edizione della Fuoriclasse Cup, il cui inizio è previsto per il 1 dicembre 2006. «La manifestazione — accusa un rappresentante della Reboc — non è altro che una mega-operazione pubblicitaria per attirare i giovani consumatori tra i 6 e i 18 anni. Nei materiali didattici e sportivi — continua — è onnipresente la pubblicità della Coca-Cola. Durante le partite del torneo migliaia di bottigliette vengono distribuite gratuitamente». «Incredibile, si divertivano come matti con le tute e i palloni premio e la gita a Coverciano», sbotta Mariolina Moioli, attuale assessore all'Istruzione del Comune di Milano ed ex responsabile delle politiche per gli studenti dell'ex ministro LetiziaMoratti. È stata lei a rivedere i contenuti dell'iniziativa sponsorizzata dalla Coca-Cola, affiancando allo sport anche un po' di didattica «per i ragazzi che a pallone non se la cavano troppo bene». «Quando siamo arrivati — ricorda — "Fuoriclasse Cup" c'era già. Non so se risalga a De Mauro, a Berlinguer oppure a precedenti ministri dell'Istruzione. Io mi sono limitata a cambiare qualcosa. L'intesa, comunque, l'abbiamo fatta direttamente con la Federcalcio».
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